Vertigine, Vespri immaginari
Vertigine, Vespri immaginari
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A cavallo tra il XVII e il XX secolo, tutti i compositori tedeschi cercavano di ritornare alle origini italiane.<div> A cavallo tra il XVII e il XX secolo, i compositori tedeschi cercarono tutti di ritornare alle proprie radici italiane. Venezia, con la sua architettura sonora e l'audacia spaziale, i cori spezzati (cori speezzat) e il trionfo della policorialità si irradiarono persino in ambito luterano. Ma la Guerra dei Trent'anni interruppe bruscamente questo slancio. La loro espressione divenne più intima: nacquero i kleine geistliche Konzerte (piccoli concerti spirituali), eredi dei mottetti italiani per voce solista e basso continuo.</div><div><br></div><div> Concepito come una solenne funzione ecumenica luterana dei vespri, questo programma riunisce i grandi maestri tedeschi e italiani: Praetorius, Schütz, Scheidt, Monteverdi e Cavalli dialogano tra loro in un gioco di echi e alternanze dove la policorialità si trasforma in giubilo, traboccare di vitalità, effusione sensuale – una celebrazione di una fusione che ha plasmato la musica europea.</div><div><br></div>
