Valer Sabadus: Belcanto Barocco
Valer Sabadus: Belcanto Barocco
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Valer Sabadus, controtenore Pulcinella<p> Ophélie Gaillard, violoncello e direzione<br> Purcell, Strozzi, Cesti, Grandi, Caldara, Handel...<br> bel canto barocco<br><br> Iniziato in Italia da Monteverdi e poi dai suoi discepoli Grandi (il cui O quai tu pulchra è assolutamente ineffabile) e Cavalli, si è gradualmente sviluppato un sontuoso bel canto barocco, spostando l'equilibrio tra recitativo e melodia a favore di quest'ultima. Le linee vocali hanno acquisito sempre maggiore importanza e sensualità. Barbara Strozzi, allieva di Cavalli, ne offre un superbo esempio con il suo celebre Che si può fare, e il suo contemporaneo Cesti ne ha seguito l'esempio. Antonio Caldara ha ulteriormente accentuato questa tendenza: si potrebbe citare il famoso e commovente Pompe inutili. Il culmine di questo fenomeno è, naturalmente, Händel, che, fin dalla sua prima cantata Dolc'è pur d'amor l'affanno, raggiunse un equilibrio miracoloso. In Inghilterra, il canto fiorì altrettanto meravigliosamente, con i capolavori di Purcell, anch'essi di assoluta perfezione. Per rendere giustizia a questi gioielli, è necessaria una voce eccezionale unita a una sottile sensibilità musicale: il controtenore Valer Sabadus è l'interprete ideale.</p>
