In nome del calcio
In nome del calcio
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Con "Aux noms du foot", Fabrice Clément vuole conciliare continenti apparentemente incompatibili come il calcio e il teatro.<div> Eric ha sette anni. L'anno è il 1976.</div><div> Un giorno, una copia del settimanale "France-football" gli capitò tra le mani. Come? Da chi? Non l'avrebbe mai ricordato. Non importava. Niente partite in televisione. Niente internet.</div><div> Da quel giorno in poi, la sua memoria accumulò nomi, settimana dopo settimana.</div><div> Nomi di giocatori, squadre, club, stadi, città, quartieri, ma anche numeri, espressioni...</div><div> Leggendo France-football dalla prima all'ultima pagina ogni martedì, scopre il calcio attraverso la scrittura e la scrittura attraverso il calcio. Attraverso il calcio, il mondo intero gli si apre davanti.</div><div> È questa patologia ossessiva e vertiginosa, e le sue conseguenze su ciò che lo costituiva, che egli giunge a raccontare e a condividere con il pubblico.</div><div><br></div><div><br></div><div> "Appena ho imparato a leggere, ho letto France-Football. Dalla prima all'ultima riga. Ogni martedì. A 7 anni, sapevo recitare a memoria tutte le formazioni delle squadre di Divisione 1, prima ancora di imparare quelle di Divisione 2 e Divisione 3."</div><div> Il novantotto percento di questi giocatori non li avevo mai visti giocare e li identificavo solo dal cognome. Annotavo questi nomi su dei cartoncini, dove registravo, ogni settimana, per ciascun giocatore, il risultato della partita e il numero di gol segnati. Il tipo di cartoncini che si possono trovare online oggi con un paio di clic. Questo comportamento ossessivo mi è sembrato assurdo, inutile e incomprensibile per molto tempo, finché Majida Ghomari, la mia compagna di vita e partner teatrale, non mi ha convinto a trasformarlo in un'opera teatrale.</div><div> Con "In the Name of Football" voglio conciliare mondi apparentemente incompatibili come il calcio e il teatro. Esistono dei punti di incontro tra i due: possono unire uomini e donne, giovani e anziani, tifosi e neofiti, di tutte le nazionalità, per un'esperienza condivisa attorno a un soggetto dalla struttura drammatica incerta. Nel calcio, come nel teatro, non si sa mai cosa succederà da un momento all'altro.</div><div> - Fabrice Clément -</div>
