Dal mio corpo caldo
Dal mio corpo caldo
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Dal mio corpo caldo, si manifesta sotto forma di due voci legate tra loro: quella di un senzatetto anonimo e quella di una studentessa di infermieristica di 19 anni.<div> "From My Warm Body" di Gwendoline Soublin è il culmine di una residenza di scrittura che si è svolta durante l'estate e l'autunno del 2020, nel pieno della pandemia di Covid-19, con studenti e docenti dell'Istituto di Formazione Infermieristica degli Ospedali Universitari di Strasburgo. Questo testo è una magnifica testimonianza e un vibrante omaggio a tutti gli operatori sanitari, infermieri e altri, che si trovano ad affrontare la fine della vita.</div><div> Fin dall'inizio dello spettacolo, ci troviamo di fronte a qualcuno che assiste alla propria morte imminente. Si sta liberando da una vita caotica; non ha un'identità, è un senzatetto. È stato trovato privo di sensi vicino al municipio. In questa notte d'inverno, condivide con noi frammenti della sua vita e ci confida tutto ciò che desidera portare con sé: ribellioni, ingiustizie, l'amore goffo di una madre, le molestie di un allenatore di calcio, il suo primo bacio, l'impasse del "vaffanculo a tua madre", l'eroina, l'alcol, i falò di mezza estate, le braccia alzate in segno di vittoria...</div><div> Poi, l'ultima, questa giovane studentessa di infermieristica, rende la sua testimonianza. Viene dalla campagna, è venuta in città per frequentare la scuola per infermieri e conosce la morte solo attraverso quella di una lepre scuoiata. E ora sa che assisterà "alla sua prima morte nella stanza numero 8 di questo ospedale...".</div><div><br></div><div> "Dal mio corpo caldo" è un appello alla fratellanza, alla solidarietà e all'alterità.</div><div> Un testo iniziatico sulla vita e la morte, e sulla morte e la vita, dall'interno del nostro corpo caldo. Un invito alla vita.</div>
