Ritratto di Rita
Ritratto di Rita
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<p>Al suo arrivo, la madre Rita ha trovato il figlio immobilizzato a terra da un agente di polizia.<br><br> Partendo da questo atto di violenza razzista, l'autrice e regista Laurène Marx, specializzata in performance soliste, e Bwanga Pilipili, attrice, autrice e regista, hanno scelto di raccontare la storia attraverso il percorso della madre, Rita, imprenditrice camerunense diventata domestica.<br><br> In che modo lo sguardo bianco contribuisce alla costruzione di una visione riduttiva e oggettivante delle donne? L'autrice esamina un percorso identitario che non le appartiene, esplorandone le aree di confusione e proiezione. L'unicità della performance risiede nell'incontro di tre prospettive: quella di una madre, al centro della storia; quella di un'attrice, osservatrice e vittima essa stessa di discriminazione etno-razziale; e quella di un'autrice transgender bianca, che offre la propria riflessione sulla bianchezza.<br><br> Tre prospettive intersecanti, unite da un'esperienza condivisa di feticizzazione e disumanizzazione. Sulla base di interviste condotte con Rita Nkatbanyang, Laurène Marx e Bwanga Pilipili identificano un razzismo sistemico che soffoca una donna nel suo lavoro proprio come soffoca suo figlio a terra.</p> Mathis subisce insulti razzisti dai suoi compagni di classe. La scuola lo considera incontrollabile e decide di chiamare la polizia.
